If winter comes, can spring be far behind?

Oh yes, very behind!

E’ stato un inverno lungo dappertutto e qui pare si possa dire che la primavera sia arrivata oggi (ma non voglio dirlo troppo forte). E menomale, la sindrome da primavera in ritardo stava cominciando ad avere la meglio su tutti! Fino a ieri si girava ancora con la sciarpona invernale, i guanti, la sera calava il solito nebbione che non è da meno di quelli di mantova o padova e ovviamente non mancavano le solite docce di pioggia intervallate da grandine omicida per due minuti di violenza. Siamo arrivati a livelli di disperazione quali “siamo sopra lo zero! è estate!” oppure “oh guarda, un raggio di sole! – ssh! ssh! potresti spaventarlo!”. Cerchiamo tracce della primavera ovunque: la mia coinquilina è arrivata a notare che “l’erba è un po’ più verde” e io sono arrivata a comprare seeds in a can e sto cercando di coltivare del basilico in lattina. Tutto pur di veder crescere qualcosa. Il Keukenhof, l’enorme giardino-museo di tulipani e fiori vari (credo il più grande in Olanda) sta ricevendo critiche su critiche perché i fiori non sono ancora sbocciati. Noi abbiamo deciso di andarci due giorni prima che chiuda, a metà maggio, sperando che per allora ci siano segni di vita.

Ma la primavera è ufficialmente arrivata! In due giorni siamo passati da 6 a 16 gradi, il parco qui vicino si è popolato di ciclisti e corridori, cani con padroni e lepri senza, e ho perfino visto qualcuno fare un tentativo di paracadutismo (ha scelto l’unico giorno senza vento degli ultimi tre mesi)!
Ciò che mi fa veramente dire che sì, è ufficialmente cambiata la stagione è tuttavia un altro, sottile e infido motivo. Il vero, unico e definitivo segno della primavera è… il ritorno delle zanzare! Ebbene sì! La stagione di caccia è ufficialmente aperta. Ma è un prezzo che siamo disposti a pagare, pur di avere una temperatura decente!

Non sono mai stata così contenta di poter non mettere i guanti.Immagine

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Dei delitti e delle cene

Nuovo anno, nuovo post! Vediamo se questo giro riesco ad essere un po’ più costante (e magari con post più brevi)…

Appena tornata nelle nordiche lande, ho deciso di mettere in pratica un’idea che mi era venuta sul volo di ritorno, ovvero fare una cena italiana “alternativa”! Tutti associano -giustamente- la cucina italiana a pasta e pizza, e io avevo voglia di mostrare che sappiamo fare anche altro. Il menu finale è consistito in: risotto al vino rosso, risotto radicchio e speck, zuppa umbra e pane tostato, pomodori gratinati, pesce (per i compari piovegani – piovegani! – il pangasio!) pomodori e patate, scaloppine all’erborin, fagiolini alla pugliese, spiedini di frutta e cioccolato fuso, panettone, sbrisolona e torrone al cioccolato! Non so ancora come ho fatto a cucinare per 12-13 persone, ho cominciato alle due e finito alle nove, ma mi sono divertita un sacco ed è piaciuto!

Per rendere la cosa più interessante, ho deciso anche di trasformarla in una cena con delitto – ed è stato un successone! (se non sapete cosa sia, googlate!) L’ambientazione era Hollywood ed i suoi VIP: tra i personaggi si contavano un regista nevrotico, una diva, una cacciata dal grande fratello, una quasi-lesbica femminista innamorata di un gay, una distinta attrice inglese, un medium con amico immaginario e tanti altri! I partecipanti si sono -più o meno- travestiti, hanno improvvisato e apparentemente è stato un successo, quindi forse in futuro si rifarà!

Lunedì altro avvenimento importante: la neveee! E sì, sono regredita istantaneamente all’età di 3 anni. Il pomeriggio, mentre stavo tranquillamente preparando le mie valigie per trasferirmi il giorno dopo, la finestra della mia camera è stata bombardata da palle di neve. Ed io ovviamente sono uscita e ho risposto! Martedì, invece, io e Mona (la ragazza francese) abbiamo teso un’imboscata a Louise (australiana, vede la neve per la prima volta) e successivamente fatto un pupazzo di neve – oh yeah. Ho inoltre fatto una serie di nuove esperienze riguardanti una bici e la neve nello stesso momento a diversi livelli: base, mentre nevica, prima che puliscano le ciclabili, di notte, di notte con la nebbia (sono arrivata a casa coperta di brina), sulla neve ghiacciata – ma non sono ancora caduta! momento di orgoglio personale.

On a sad note, martedì è partita Ebony, la ragazza americana, e fa troppo strano pensare che forse non ci si rivedrà più. Però ha promesso che verrà in Italia e ci siamo detto che ci ritroveremo tutte insieme fra 10 anni in Cina a vedere come siamo diventate! – chissà!

Ah, dimenticavo! Mi sono trasferita. Stesso posto, diverso appartamento. Perché il mio sarà demolito a marzo (olé). La stanza è carina, adesso sono al piano di sopra (e fra l’altro il mio sottovicino ha un pianoforte a muro in casa – stalking mode: on) e le coinquiline sono simpatiche! Il nuovo trio di Paesi è Georgia, Messico e Grecia!

Prospettive per i prossimi giorni: studiare come una macchina da guerra.

Au revoir!

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General Update

Buonasera!

La mia coscienza mi dice che dovrei studiare ma non ne ho la forza, quindi ho pensato di aggiornare il blog. Rispetto all’ultimo post ci sono meno “eventi” ma pensavo fosse il caso di parlare più diffusamente di cose di ordinaria amministrazione.

Per esempio… lo Swamp. Questo meraviglioso posto in campagna che ha l’unico difetto di essere in campagna! Innanzitutto va detto che il mio primo risveglio qui è stato con un raggio di sole in faccia e gabbiani gracchianti. Eh sì,  qui le imposte non esistono, si vive di tende o veneziane (io ho le seconde) che però servono fino a un certo punto – o meglio, fino a una certa ora. E c’è pieno di gabbiani. E corvi. Qualcuno ha visto perfino dei conigli! Ma tutto ciò è molto poetico. Peccato per le zanzare. Qui il vento raddoppia sempre la sua forza, ma in compenso abbiamo sempre un cielo stupendo. Stelle chiarissime la notte, nuvole colorate al tramonto e un trionfo di double rainbows quando piove. Ho anche scoperto che non lontano da qui c’è un lago decisamente carino, che potrebbe essere un buon incentivo per andare un po’ a correre (seee, come no!)
Inoltre la gente è molto disponibile (siamo praticamente tutti studenti), non è raro che il vicino ti regali un divano e basta poco per organizzare serate in compagnia. Il difetto è appunto che siamo fuori dal centro e, anche se alla fine in bici è un quarto d’ora, quando piove è un po’ una rottura.

Immagine

Ed ora veniamo ai clubs. Il Music Club il venerdì sera è ormai un appuntamento fisso.
C’è stata anche la prima serata del Cooking Club: essenzialmente c’erano spuntini vari e abbiamo chiacchierato tutta sera. Poi ciascuno proponeva un tema per una serata di cucina e tra questi ne verranno scelti alcuni – tipicamente si fa una serata al mese. In parallelo è partito un mini Cooking Club qui allo Swamp, denominato Karel’s Crazy Kookout (Karel è il ragazzo olandese che rende disponibile l’appartamento), che si fa ogni settimana e ci si danno i turni in cucina. Io mi sono già cimentata con una scaloppina al limone, che è di nuovo stranamente venuta bene! In occasione di quella serata ho anche imparato una simpatica parola olandese, gezellig, che significa tipo “bello/carino” riferito a una situazione “sociale” (mentre tipo lekker si usa per il cibo!)
All’interno dell’Arts and Crafts Club, abbiamo inoltre formato un gruppetto di “fotografi”. Un ragazzo che è praticamente un professionista ci darà lezioni di base e poi andremo in giro a fare foto, col suo supporto e consiglio. Domani primo round in giro per la città!

Venendo agli sport, sono poi andata a fare arrampicata. Bellissimo! Cioè, all’inizio ero un po’ tesa perché avevo dimenticato un piccolo dettaglio: scalando si va in alto! Tuttavia dopo 2 o 3 volte ma meglio e credo che con l’abitudine passerebbe. Non so quando, ma mi piacerebbe tornare! L’unica è che è un po’ costoso, perché bisogna anche noleggiare le scarpe e l’imbragatura!
Fra due mercoledì inoltre vado con altri tre ad una prima lezione di vela (che credo sarà teorica) e vediamo se m’ispira!

In tutto ciò c’è un piccolo dettaglio… Lo studio!
Sta andando meglio. Credo di starmi abituando a questa cosa degli esercizi settimanali e penso che il piano “divertimenti la sera dopo le 19 e almeno un giorno del weekend” sia fattibile!
I corsi qui a Leiden sono molto interessanti e molto “concreti”: riguardano entrambi studi di modelli e danno qualche dritta anche su come costruirne noi un possibile giorno. Quelli del Mastermath sono più generali. Systems and Control, facendo lezione una volta ogni due settimane, la rende un po’ inutile; tanto varrebbe leggersi il libro e farsi gli esercizi – anche se comunque sentire le cose in modo diverso non fa mai male. Numerical Linear Algebra sarebbe più piacevole se il professore parlasse in modo un po’ più comprensibile (per i matematici: prendete de marco -per i non matematici, quello che mi ha proclamato alla laurea- e fatelo parlare in inglese con accento misto olandese-francese). Forse a Utrecht hanno la r moscia.

Parlando di cose più simpatiche, oggi sono stata al mercato ed è una figata! Oltre ad esserci pieno di gente e di bancarelle, è molto conveniente, soprattutto per il pesce! Ho anche assaggiato il kibbeling (vedi sotto, essenzialmente merluzzo fritto) con la salsa all’aglio, delizioso e molto dutch! (l’immagine è molto fedele a quello che ho mangiato)

 

A presto gente!

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come Tarzan arriva a new York

E facciamolo un tentativo con questo blog!

Allora partiamo dall’inizio. L’arrivo è stato un po’ traumatico!
Già in aeroporto al ritiro bagagli guardo le valigie scorrere sulla pedana quando a un certo punto mi accorgo che tutti quelli che erano sul mio stesso aereo sono andati via e manca solo la mia valigia. Lo sclero ha inizio, ricontrollo alla tabella per assicurarmi di essere alla pedana giusta (!), comincio a cercare il banco bagagli smarriti e intanto che giro come una trottola lo sguardo ricade sulla pedana e lì vedo la mia valigia che gira solitaria, un po’ ammaccata ma integra. Penso di aver pensato contemporaneamente “vaffanculo” e “grazie a dio!”
Ma non finisce qui! Dopo una simpatica figuraccia al binario dei treni perché – abituata ad obliterare i biglietti – passavo l’appena stampato foglietto davanti a una macchinetta che non era fatta per quello (si ringrazia lo studente giapponese che mi ha salvato con un “no, you don’t need to do that”), arrivo finalmente in quel di Leiden! Raggiunto l’albergo, devo affrontare la receptionist che parla inglese con accento olandese misto costaricano (ve lo raccomando) e devo chiederle di ripetere più o meno tutto. Miracolosamente raggiungo la camera (molto figa, mi sentivo molto donna in carriera) e chiudo la giornata guardandomi Ace Ventura (con non molta attenzione in verità).

Day 2! Dopo essere passata al Visitor’s Centre a registrare il mio arrivo e ritirare la “welcome bag” (carte, carte, carte e un’utile cartina), comincio a girarmi un po’ la città che mi piace subito! Canali, ponti, mulini (pensavo sarebbero stati fuori città, invece ce ne sono due in centro), case con mattoni a vista e tetti a punta, bici ovunque!
Alle 2.45 ho appuntamento per firmare il contratto dell’appartamento e ricevere le fantastiche chiavi della nuova casa. Recupero la valigia, prendo l’autobus e arrivo finalmente a “the Swamp” (palude) aka “the Ghetto” aka “Auschwitz” che sarebbe lo studentato dove sto! (il nome ufficiale è Rijnfront – leggi reinfront)

Dopo aver litigato con le chiavi (altri momenti di panico), riesco finalmente ad entrare in casa e in camera e… l’entusiasmo è al tappeto! Oltre a un odore di chiuso tremendo (mi è poi stato riferito che nessuno era stato nell’appartamento da marzo), l’appartamento è sporco. Capelli sulle sedie, ragni ovunque, briciole e macchie in giro, ecc… Tiro fuori tutte le carte che mi ha dato l’agenzia è scopro che l’ufficio è aperto solo il mercoledì dalle 12 alle 16 (e in quel momento è ovviamente mercoledì alle 17), che il numero di telefono è contattabile solo da una sim olandese e che si può mandare una mail ma per avere internet bisogna avere un cavo che ti danno in ufficio. Olé!
Ha inizio la missione “rendi vivibile il tuo appartamento” che conta innumerevoli su e giù dal centro alla ricerca di prodotti per le pulizie, una walk of shame lungo tutta Haarlemmerstraat (la shopping street) con tanto di mocio e scopa e diverse ore in compagnia di ragni e altri simpatici insetti. Questo mercoledì e giovedì.
Venerdì intercetto il caretaker (sia benedetta la sua gentilezza!) che mi fornisce un microonde nuovo, un bollitore, la macchina per il caffè, uno scopino ma soprattutto… l’aspirapolvere! Mi assicura inoltre che mi manderà la compagnia di pulizie il pomeriggio a sistemare. Peccato che poi non siano venuti. (per la cronaca, sono venuti lunedì e hanno pulito i vetri e il lavandino in bagno, grazie, ne avevo proprio bisogno!)

Dopo essermi definitivamente rassegnata a pulire tutto io, sabato mattina posso finalmente disfare la valigia! Il pomeriggio m’incontro con una piccola delegazione del mio Mentor group, una simpatica idea dell’ISN (International Student Network, che organizza un sacco di cose belle) per cui gli studenti internazionali vengono divisi in gruppi e a ciascun gruppo è assegnato un (ex-)studente olandese che gli faccia un po’ da guida. Finalmente conosco qualcuno! Il nostro Mentor, Nick, ci porta a fare un giro per il centro e a bere qualcosa. Il resto del weekend non faccio praticamente un tubo perché non conosco nessuno di dove abito e soprattutto piove.

Lunedì secondo meeting col Mentor group alla ricerca di una bici! Questa volta siamo di più e conosco Eva, una ragazza cinese che abita a Rijnfront, e tramite lei comincio a conoscere un sacco di gente. Martedì inoltre c’è una festa in uno degli appartamenti e anche lì si comincia a conoscere un altro po’ di Swampies! Mercoledì sera invece prima uscita in un pub dove facevano jazz live e ho conquistato – con grande incremento di autostima – un inglese che peccato partisse il giorno dopo! (non che mi superinteressasse, ma neanche faceva schifo ecco! =D)
Mercoledì, giovedì e venerdì ci sono stati inoltre il Master’s Symposium e gli Introduction Days! Il primo consisteva in qualche discorso introduttivo all’Università e alla città e poi a due workshop a scelta: io ho fatto Time Management (abbastanza utile) e Presentation Skills (abbastanza inutile, del tipo “sei timido? ma no, non esserlo!”). Durante gli Introduction Days altri discorsi introduttivi, giro della facoltà, brindisi col sindaco (che si è simpaticamente sbronzato), prove di sport (e sì, mi hanno trascinato a ballare la salsa!) Venerdì sera festa dell’ISN in discoteca!
Nel finesettimana inoltre prima gita al mare! Spiaggia semideserta, dune, vento tipo bora ma siamo comunque riusciti a divertirci! La sera cucina etnica con primo cinese (spaghetti tanto piccanti che non sono riuscita a mangiarli) e secondo olandese (carne con un mix di cipolle, patate e carote), buono!

La settimana dopo sono purtroppo iniziati i corsi. Quelli a Leiden (ne sto seguendo 3 tra cui dovrei sceglierne 2 ma non so cosa escludere) sono carini e al momento sembrano anche “facili” ma non vorrei parlare troppo presto. Quelli del Mastermath invece (il programma nazionale, i miei sono entrambi a Utrecht) hanno l’aria più impegnativa. Qui lo stile è molto diverso, le lezioni sono più “lente”, tranquille, si richiede più lavoro a casa e soprattutto esercizi o lavori da consegnare ogni settimana (cosa a cui non sono assolutamente abituata!). Speriamo di riuscire a prendere il ritmo!

Sabato invece ho fatto un primo giro ad Amsterdam! Non molto ben organizzato in verità, ma intanto l’ho vista un po’, ho visto il Palazzo Reale e fatto un tour in barca che è molto suggestivo!
La domenica invece abbiamo deciso di approfittare del sole e tornare al mare… e così ha pensato mezza Olanda! Sembrava di stare a Milano Marittima! Siccome ero tentata dall’idea di fare il bagno, mi ero portata ricambi e due maglioni nel caso fossero serviti; invece sono rimasta in pantaloncini e maglietta (ovviamente non ho portato il costume perché chi si aspettava più di 30 gradi?!) tutto il giorno e, anche dopo un brevissimo bagno nell’acqua gelida, non ho avuto bisogno di cambiarmi! (io… l’eterna congelata!)

Lunedì invece primo ritrovo dell’ISN Music Club… una figata! All’inizio ci siamo un po’ presentati, poi si è cominciato a suonare cose un po’ a caso. Io non ho mai fatto nulla d’improvvisazione e all’inizio praticamente ribattevo lo stesso tasto, ma dopo un po’ ho cominciato a fare cose a caso e alla fine ho pure ricevuto un mezzo complimento! Già si ventilano progetti nell’aria e la cosa mi piace assai! The Music Club made my day.
Altri club a cui vorrei andare sono il Movie Club (semplici serate cinematografiche ogni una o due settimane), il Cooking Club (serata di cucina una volta al mese) e l’Arts & Crafts in cui credo/spero ci sia qualcosa di fotografia!

E per arrivare al recente, ieri sono andata con Eva e Mona (ragazza francese, sempre dal Mentor Group) a casa di Katharine (inglese, sempre dal MG, abita coi suoi appena fuori Leiden) per un baking afternoon in cui sono state fatte tre torte e io mi sono cimentata con la pizza! Mai avrei pensato venisse fuori qualcosa che anche solo assomigliasse ad una pizza, e invece a quanto pare è piaciuta! Non vedo l’ora di ritentare!

Stasera si va a jammare nell’appartamento di Greg (inglese, songwriter molto bravo ed entusiasta) e domani sera (forse) vado a fare arrampicata! (sì, sto facendo una marea di cose a caso e che non faccio mai… e mi sto divertendo un sacco! – il solo problema è trovare il tempo di studiare! =D)

Scusate per il post infinito ma le cose “nuove” prendono sempre più tempo – in futuro prometto di essere più breve! Mi mancate gente… bacio!

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